👁️ [PANOPTICON] 👁️

 

Ciao a tutti,

negli scorsi post vi ho anticipato che avrei parlato di una strana parola: panopticon ( trad. tutto visivo).

👨‍🏫Nel percorso che stiamo affrontando insieme, incentrato sulla follia umana, abbiamo visto determinati meccanismi che sovrastano il nostro “IO” in modo intangibile, invisibile (potere di sovranità)👑 e/o corporale (potere disciplinare)👮‍♂️.
Ad una prima e superficiale lettura, potremmo cadere nel tranello di credere che ciò di cui abbiamo parlato finora, abbia poco a che fare con la follia.
Vi ho, ANCHE, pure detto che il mio è un percorso inverso:
ho iniziato a parlare di follia “esternamente” ossia parlando di cose apparentemente lontane e piano piano mi avvicinerò, portandovi con me, ad essa, parlandovi della sua essenza e facendo ricorso alla Letteratura e alla grande narrativa mondiale che ne è piena zeppa.

👉 Incominciamo:

il Panopticon è un modello di prigione ideato nel lontano 1787 dal filosofo Bentham. Tale modello, che adesso andremo ad analizzare, è valido anche per un ospedale, scuola, orfanotrofio etc. E’ da sottolineare il fatto che il panoticon è ormai qualcosa che riguarda il passato per questioni legate ai diritti civili dell’essere umano.
In esso è racchiusa (non solo i folli😛😜) la micro fisica dei poteri di sovranità e disciplinare.
Esso è una costruzione ad anello al centro del quale si trova una torre. La circonferenza è costituita da celle aperte che guardano la torre e che vengono guardate dalla torre (e non è un gioco di parole). Ogni cella è separata tramite un muro dalle due adiacenti. La struttura più interessante ai nostri fini è sicuramente la Torre in quanto rappresenta il POTERE.
Essa ha una forma cilindrica a più piani, in cima alla quale si trova una specie di lanterna che girando intorno a se’ stessa, così come un faro, illumina e osserva tutto ciò che accade in ogni singola cella. La parte della torre dove è situata la lanterna deve essere coperta con degli specchi oscurati ovvero che permettano al “guardiano” di vedere e di non essere visto dai detenuti. (Voglio sottolineare che per gli scopi che mi sono prefisso in questo post, per detenuti intendo i folli e per panopticon intendo la particolare struttura destinata ad un manicomio).
Abbiamo visto come è costituita tale struttura, ma qual è il suo REALE SIGNIFICATO?

👨‍🏫1) In ogni cella trova alloggio soltanto UN individuo. Rifacendoci al potere disciplinare (che ricordo è legato alla corporeità) potremmo dire che ciascun corpo avrà il suo proprio luogo ovvero un’ esatta COLLOCAZIONE SPAZIALE le cui coordinate hanno dunque una funzione individualizzante ben precisa.
Provate ad immaginare, ad esempio, un ordine impartito dalla torre a tutti gli individui che costituiscono la moltitudine al suo interno. In un’unica soluzione esso è impartito all’Uno e contemporaneamente ai molti.
Una moltitudine che diventa individualità. Una moltitudine che si riduce al singolo individuo il cui insieme forma una moltitudine. Tutti uno accanto all’altro separati da un muro impermeabile. Il tutto sotto l’occhio invisibile di una Torre.🤔
In pratica utilizzando le parole di Bentham possiamo dire che : “grazie al panopticon negli ospedali per malati di mente non si verificheranno più fenomeni di agitazione collettiva, di imitazione, e così via”

👨‍🏫2) Come già detto, la zona della torre adibita all’esercizio del controllo deve essere ricoperta di vetri oscurati in maniera tale che il sorvegliato non possa vedere il sorvegliante…anche quando questi non è presente. In pratica il panopticon potrebbe funzionare anche con un robot; ovviamente gli individui sorvegliati non devono saperlo. Questo è un aspetto fondamentale poiché assistiamo alla DISINDIVIDUALIZZAZIONE, DISINCARNAZIONE del potere che non ha più né corpo né individualità ma che , a questo punto, potrebbe esercitare chiunque. Questo ragionamento lo potremmo ampliare verso fini di tipo sociologico:
immaginate per un attimo di vivere in una società individualistica, dove ogni singolo individuo non si preoccupa di guardare aldilà del vetro (passatemi questa analogia): CHIUNQUE POTREBBE ESSERE IL “SORVEGLIANTE” DELLE NOSTRE VITE E CHIUNQUE POTREBBE DETENERE IL POTERE. Purtroppo non abbiamo bisogno di grandi slanci di fantasia o immaginazione per assistere a qualcosa del genere.
Bentham, a partire dal Panopticon, riesci a dare una definizione efficace di “DEMOCRAZIA” poiché da un lato CHIUNQUE, come dicevamo, può occupare il posto di potere, e “dirigere la lanterna” all’interno della torre, se dall’altra parte non vi è qualcuno che controlli il controllore.

A questo punto del mio “racconto” arriviamo alle conclusioni:

🎯 Tutto il potere che viene esercitato, all’interno del panopticon o di ogni altra struttura di “condizionamento”, non è altro che un EFFETTO OTTICO. Il potere è privo di materialità; non ha più bisogno di quella “complessa armatura”, al contempo simbolica e reale, che era propria del potere sovrano.

Scrivere questo post mi ha impegnato parecchio così come già altri lo hanno fatto. Ma per me è confortante, oltre che gratificante, poter parlare o, per meglio dire, scrivere di cose del genere.
Nel prossimo post vi parlerò di un romanzo fondamentale per capire queste implicazioni; vi parlerò di GRANDE FRATELLO, PSICOPOLIZIA, ORWELL, 1984, INSOMMA DI UN CAPOLAVORO.
Il nostro viaggio continua, spero di potervi incuriosire e di regalarvi qualche attimo di riflessione; non posso dire di spensieratezza sia perchè gli argomenti non sono dei più “frivoli” ( vedi uno dei miei post precedenti “Elogio della pesantezza”) sia perchè richiede un pò di concentrazione da parte vostra.
Vi ringrazio.
Ciao.
Giuseppe.

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