Madeleine

Ciao,

mi piace pubblicare i post sulla base di ciò che sento nel momento stesso in cui li scrivo.

Non ho strategie particolari né tecniche di scrittura creativa da seguire; a guidare la mia scrittura sono solo i miei sogni nel cassetto, quando sono proiettato al futuro, le mie gioie e i miei dolori quando parlo del mio presente e i miei ricordi quando scrivo di cose passate ma sempre vive nei meandri, più o meno remoti, della mia affaticata mente.

In questi giorni di feste e di abbuffate, un ricordo , piano piano, è riaffiorato nei miei pensieri. Come ho già scritto nel post, che trovate nella colonna a destra, “un viaggio fuori dal tempo e dai luoghi”, basta un banalissimo stimolo olfattivo, quale l’odore del sugo di pomodoro, per innescare una valanga di ricordi che ti riportano indietro nel tempo e rivivere situazioni o rivedere persone che non hai più visto. In un certo senso ho vissuto un’ esperienza di MEMORIA INVOLONTARIA, simile a quella che M. Proust descrive ne “Dalla parte di Swann” della “Recherche”, quando parla dell’ odore della Madeleine.
Proust, per spiegare questo fenomeno , usa una metafora, secondo me, bellissima:

“…proprio come nel giuoco in cui i Giapponesi si divertono a mettere in ammollo in una ciotola piena di acqua, piccoli pezzi di carta i quali, fino ad allora indistinti, cominciano a prendere forma diventando fiori, case, personaggi coerenti e riconoscibili”.

Lasciando da parte il grande Proust, questa esperienza olfattiva, risvegliando quei ricordi spesso lasciati sopire e ad impolverare nei meandri della memoria, mi ha portato indietro di almeno 30 anni quando alla domenica mia nonna faceva il pranzo e ci invitava a casa sua.
Non appena entravo in cucina, un bellissimo odore inebriava le mie narici di bambino affamato e l’unico desiderio che quel profumo doveva esaudire era quello di riempire la mia pancia brontolante.

Ieri avrei voluto che quello stesso profumo avesse potuto esaudire un altro desiderio, ahimè ben più difficile da esaudire, è cioè rivedere per un solo giorno i miei cari nonni e rivivere con loro quelle bellissime domeniche che tanto hanno riempito di felicità la mia esistenza.
Bastava solo il profumo del sugo di pomodoro…

 

 

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