[Potere disciplinare]

Ciao a tutti,

dopo un paio di settimane riprendo il mio percorso nel parlarvi della follia ma ,per adesso, non dal punto di vista del folle bensì dal punto di vista di chi la guarda dall’esterno e cerca di capirne le peculiarità e le sfaccettature.
Esiste un legame atavico, primitivo, tra follia-Re-potere, qualcosa che può essere tradotto come: il folle crede di essere Re e quindi crede di avere il potere di compiere qualsiasi atto che non rientra nella “normalità precostituita”.
Tale situazione per essere appieno intesa e compresa necessità di uno sguardo che proviene dall’esterno, un pò come fa uno psichiatra che cerca di curare il proprio paziente. Per ottenere questo risultato, al folle veniva imposto un percorso fatto di passaggi precisi.
La storia della psichiatria inizia con un certo Dr. Pinel che, nel manicomio di Bicetre, (attenzione parliamo di fatti accaduti nel 1790 circa)libera dalle catene i malati mentali cercando di ridare loro nuova dignità e trattandoli come esseri umani.
Ovviamente tutto ciò necessitava dell’implementazione di strategie.
Tali strategie, a loro volta, erano impregnate di due tipologie di interventi più o meno mascherati che, in generale, possiamo definire: potere di sovranità (appunto) e POTERE DISCIPLINARE, del quale a breve vi parlerò.
Una volta che avrò finito di parlarvi di questi due aspetti credo mi verrà più facile parlarvi di follia IN LETTERATURA O SEMPLICEMENTE PARLARVENE IN GENERALE E IN MODO PIU’ ESAUSTIVO.
Tutto ciò richiede uno sforzo supplementare per me poiché sono dovuto tornare a studiare e per voi uno sforzo supplementare che oltre alla semplice lettura richiede anche un pò di sopportazione della pesantezza (vedi anche il post [elogio della pesantezza]).

Nel precedente post vi ho parlato del potere di sovranità definendolo:
QUALCOSA CHE STA AL DI SOPRA DI NOI POICHE’ INTANGIBILE( E CHE QUINDI NON TOCCA IL CORPO ) MA CHE CI GUIDA E CI COMANDA ALDILA’ DELLA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA. NEL MOMENTO IN CUI TALE POTERE SCENDE SUI NOSTRI CORPI ESSA SI TRADUCE IN VIOLENZA FISICA O, IN SENSO LATO, IN GUERRA.

Per vedere degli esempi vi invito a leggere tutti i post precedenti i cui titoli fanno riferimento a Re o sovranità.

Oggi voglio parlarvi del POTERE DISCIPLINARE, come vi ho anticipato. Esso è definibile come l’ESPUGNAZIONE TOTALE DEL CORPO, DEI GESTI, DEL TEMPO E DEL COMPORTAMENTO DEL MALATO MENTALE.
Peculiarità del potere disciplinare è l’ ISOTOPIA: in pratica ogni elemento:
-occupa un posto ben determinato
Р̬ subordinato ad altri elementi che a loro volta lo saranno.
Esempio classico la gerarchia rappresentata dai GRADI oppure dai RUOLI.
Il Generale subordina il Colonnello che subordina il Tenente Colonnello e cosi via fino alla recluta.
Un altro esempio di isotopia del potere disciplinare ce lo offrono i GESUITI con la loro RATIO STUDIORUM dove, solo per fare un esempio, il posto occupato nella classe era determinato dal rango dell’individuo determinato ,però, dai suoi risultati scolastici.
L’isotopia, a sua volta, è caratterizzata da qualcosa che dobbiamo per forza di cose definire INCLASSIFICABILE.
Per capire ciò ricorriamo ancora una volta a degli esempi:
– Il DISERTORE:
L’individuo diventò tale solo nel momento in cui si creò un esercito DISCIPLINATO. Prima era solo un “partecipante alla causa” che poteva farne parte a piacimento senza però essere obbligato in alcun modo da qualcuno. A partire dal momento in cui si gettano le basi per un esercito disciplinato, l’individuo che ne fa parte automaticamente diventa assoggettato alla sorveglianza di qualcuno che sta al di sopra per grado e ruolo. A questo punto il disertore è colui che si sottrae a tale sistema.
La cosa che emerge da questo esempio banale è che LO STATUS DELL’INDIVIDUO DIPENDE DAL SISTEMA DISCIPLINARE COSTITUITO.
Allo stesso modo, quando è apparsa la categoria di quelli che chiamiamo CRIMINALI? Ovviamente nel momento in cui l’uomo si è dato delle leggi che definiscono alcune azioni, appunto, criminali.
A questo punto, chi è il MALATO MENTALE? Ovviamente è il “residuo” di tutte le discipline, colui cioè che non è ASSIMILABILE a tutti quei sistemi disciplinari(scolastici, militari, legislativi, etc) che costituiscono la società e che la società costituisce.

Riassumendo:
il potere disciplinare è individualizzante perchè modula la funzione-soggetto (ruolo, grado etc) all’ interno del corpo(contenitore) dell’individuo tramite un sistema di sorveglianza panottico (sorveglia tutto senza essere sorvegliato) che proietta, aldilà del corpo, quasi fosse un prolungamento, un nucleo costituito da una serie di norme che, come dice lo stesso nome, normalizzano l’ UOMO in quanto individuo appartenente ad un sistema disciplinare.
L’uomo cosi acquisisce il ruolo di individuo disciplinare e di individuo giuridico e quindi oscilla all’interno di un ruolo dove esercita un potere a quello in cui lo subisce.
Proprio da questa oscillazione è nata quella illusione che noi chiamiamo UOMO (etimologia: creatura generata dalla terra).

Concludo:
E’ chiaro che la normalità è qualcosa che deriva, non solo etimologicamente, della “norma” ovvero da qualcosa l’uomo ha “costruito” per esercitare e/o subire il potere.
Il FOLLE è chi non è “normato”, “disciplinato” ; in pratica non è un uomo nel senso dell’illusione di cui parlavo sopra, ma è uomo nel senso etimologico.

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